Differenza tra Prosecco Brut e Extra Dry
Il Prosecco è uno degli spumanti italiani più amati e diffusi al mondo, simbolo di convivialità e di eccellenza del Made in Italy. In particolare, quando si parla di alta qualità, ci si riferisce al Prosecco Superiore. Tuttavia, di fronte allo scaffale o sfogliando la carta dei vini, ci si imbatte spesso in diciture come "Brut" ed "Extra Dry", che possono generare confusione. Scopriamo quindi che differenza c'è tra Prosecco Brut e Prosecco Extra Dry insieme a Santa Margherita.
Prosecco Superiore Brut o Extra Dry: la differenza è nel dosage
La domanda è legittima: qual è la differenza tra Prosecco Brut ed Extra Dry? Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la distinzione principale non risiede nel metodo di spumantizzazione o nel vitigno (che per il Prosecco Superiore è la Glera), ma nella quantità di zuccheri residui presenti nel vino dopo la fase finale della lavorazione, nota come dosaggio.
Comprendere la differenza tra Prosecco Extra Dry e Brut è fondamentale per godere appieno di questo spumante e per selezionare l'etichetta perfetta per ogni occasione e per ogni abbinamento gastronomico. Infatti, entrambe le tipologie di Prosecco Superiore rappresentano l'eccellenza, ma offrono esperienze sensoriali diverse.
Questa classificazione è regolamentata a livello europeo e determina il carattere finale del vino. La distinzione tra le tipologie di Spumante Superiore risiede nella quantità di zuccheri residui, misurata in grammi per litro (g/l), che ne determina la caratteristica gustativa:
- Brut: contiene da 0 a 12 g/l di zuccheri residui e rappresenta la versione secca dello spumante;
- Extra Dry: il contenuto zuccherino varia da 12 a 17 g/l e il risultato è uno spumante abbastanza secco ma morbido al palato.
Il Brut è la versione con il contenuto zuccherino più basso tra i due, risultando quindi più secco e diretto. Al contrario, l'Extra Dry presenta una quantità di zuccheri leggermente superiore che ne ammorbidisce il profilo.
Prosecco Superiore Brut: gusto, caratteristiche e abbinamenti
Il Prosecco Superiore DOCG Brut si distingue per la sua incisività e per la sua secchezza. Con un residuo zuccherino che non supera i 12 g/l, il Brut esalta le note minerali e agrumate tipiche del vitigno Glera coltivato nelle aree collinari di alta qualità.
Gusto e caratteristiche
Al palato è fresco, teso e verticale. La bollicina è fine e persistente, il finale è pulito e asciutto e il terroir emerge con chiarezza, rendendolo un vino elegante e strutturato. Per questo motivo, è il vino preferito dagli amanti del gusto più austero.
Abbinamenti consigliati
Per la sua secchezza e acidità, il Prosecco Superiore DOCG Brut è l'ideale per l'aperitivo o per accompagnare piatti a base di pesce. In particolare, si sposa magnificamente con ostriche, sushi, sashimi e preparazioni che richiedono un vino in grado di sgrassare il palato. Infine, è un eccellente compagno per antipasti leggeri e frutti di mare.
Esempi di eccellenza Brut
Il Brut, in sintesi, è la scelta di chi cerca il massimo della freschezza e un profilo aromatico definito, con le note fruttate che cedono il passo a sentori più di lievito e minerali. Ecco le bottiglie di Prosecco Superiore Brut di Santa Margherita:
- Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut;
- Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG "52" Brut;
- Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut Inter Collection.
Prosecco Superiore Extra Dry: morbidezza, profumi e abbinamenti
Il Prosecco Superiore DOCG Extra Dry è, storicamente, la tipologia più popolare. Infatti, il suo successo deriva dalla capacità di coniugare freschezza e una gradevole rotondità data dal residuo zuccherino (tra i 12 e i 17 g/l).
Gusto e caratteristiche
Questo spumante è più morbido e accogliente del Brut. Il leggero aumento di zucchero esalta le note più dolci e fruttate del vitigno Glera, come la mela matura, la pera, e spesso un sentore floreale di glicine o acacia. Al palato risulta meno spigoloso, più avvolgente e con una percezione di dolcezza appena accennata che lo rende estremamente facile da bere.
Abbinamenti consigliati
Grazie alla sua versatilità, l'Extra Dry è lo spumante per eccellenza per una vasta gamma di occasioni. Infatti, è perfetto per i buffet, per gli aperitivi misti a base di salumi e formaggi non troppo stagionati, e per primi piatti delicati. Inoltre, la sua dolcezza bilanciata lo rende un abbinamento sorprendente anche con alcune cucine etniche leggermente speziate o con dolci a base di frutta e pasticceria secca.
Esempi di Eccellenza Extra Dry
L’Extra Dry è la scelta ideale per chi cerca un vino spumante equilibrato, che non sia né troppo secco né eccessivamente dolce, un vero passe-partout.
Di seguito i Prosecco Superiore Extra Dry di Santa Margherita:
Scegliere il giusto Prosecco Superiore per ogni occasione
A questo punto, la scelta tra le due tipologie di Prosecco Superiore dipende dal contesto e dal menù.
- Quando scegliere il Brut: quando l'obiettivo è degustare un vino fresco e l'esaltazione dei sapori salati o iodati. È lo spumante perfetto per l'inizio di una cena, come aperitivo d'autore o in abbinamento a crudité di pesce. Inoltre, la sua austerità lo rende anche ottimo per cocktail secchi e decisi.
- Quando scegliere l'Extra Dry: quando si è alla ricerca di uno spumante versatile, che si adatti a diversi tipi di stuzzichini e che possa accompagnare un intero pasto leggero. È ideale per brindisi, feste e come vino da tutto pasto, in particolare con piatti a base di verdure, salse delicate o come after-dinner non impegnativo.
In sintesi, la differenza tra Prosecco Extra Dry e Brut si traduce in un diverso bilanciamento tra acidità e morbidezza:
- Brut: più acido, più secco, più gastronomico.
- Extra Dry: più rotondo, più fruttato, più conviviale.
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