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e fave sono uno dei legumi più antichi del bacino del Mediterraneo, posteriori solo alle lenticchie, già conosciute prima della data del Diluvio Universale 3000 a.c. circa.
I Romani ne facevano grande uso, tanto che una delle famiglie più antiche di Roma, i Fabi, avevano derivato il loro nome dalla faba (fava), come del resto altre famiglie di potenti avevano preso il nome da altri legumi: i Pisoni dai piselli (piso) i Lentuli dalle lenticchie ed i Ciceroni dai ceci.
La fortuna delle fave, come cibo nutriente e povero, continuò nel Medioevo, soprattutto nelle aree più meridionali d'Europa, dove ancor oggi è presente nella cucina locale.



   Chebtia
  Polpette di fave e prezzemolo

250 gr. di prezzemolo - 1 spicchio d'aglio - 2 cipolle - 250 gr. di fave secche - 6 uova - 2 cucchiaini di curcuma o di curry - sale - pepe nero - pane grattugiato.


Mettere a bagno le fave la sera precedente, scolarle, lessarle in acqua salata e frullarle per ottenere una purea.
Tritare lo spicchio d'aglio insieme con le cipolle, pulite e sbucciate, ed il prezzemolo lavato, fino ad avere un composto omogeneo, da aggiungere alle fave. Unire le uova e la curcuma ( da sostituire con il curry se non si ama il sapore forte ed amarognolo di questa spezia), ottenere un impasto morbido, aggiustare di sale e pepe di mulinello.
Se l'impasto fosse troppo fluido aggiungere pane grattugiato fino ad attenere la giusta consistenza. Preparare delle pallottole della grandezza di una prugna, schiacciarle leggermente e cuocerle in poca acqua salata per circa 20'. Servire calde accompagnate con il couscous (vedi settimana 14/20 gennaio) o con il riso pilaff.

Pinot brut
Blanc de Blancs

Santa Margherita

Spumante dal gusto secco e vellutato,con note di mandorla. Profumo elegante,con sentori di biancospino; perlage finissimo e persistente.

Servire fresco a:
8°-10° C.



 
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