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È la settimana di Carnevale. Sembra che la
parola derivi dal latino "carnem levare" letteralmente "togliere la carne": infatti,
durante la Quaresima era proibito, per motivi religiosi, mangiare carne e la Quaresima
inizia subito dopo il Carnervale; un modo per ricordare "sfogatevi e divertitevi
adesso, perché dopo inizia il periodo di penitenza". La gastronomia del
Carnevale era anticamente il mito della scorpacciata, una pausa tra la fame quotidiana
e il digiuno della Quaresima. Una cucina frivola, stuzzicante, provocante, imperniata
sui cibi e soprattutto sui dolci golosi, da leccarsi letteralmente i baffi. Appartengono
alla tradizione gli gnocchi di patate, protagonisti del Carnevale di Verona, la
pasta dolce fritta, che ha diversi nomi a seconda delle regioni italiane; i tortelli
e le frittelle. |
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Gnocchi di patate |  |

1 kg. di patate farinose olandesi gialle - 200 gr.
di farina - acqua - sale 
Lavare le patate, lessarle in acqua salata, pelarle
e passarle nello schiacciapatate. Sulla spianatoia leggermente infarinata, impastare
la purea con poca farina per volta, fino a ottenere un impasto morbido e liscio.
Dividere l'impasto a pezzi e formare dei cilindretti grossi come un dito. Tagliarli
a pezzetti di circa due cm. e passarli all'interno della grattugia, sul dorso
di una forchetta o sull'apposito utensile di legno, schiacciandoli per far loro
assumere la caratteristica forma. Portare a ebollizione in una pentola abbondante
acqua salata e tuffarvi dentro gli gnocchi pochi per volta. Quando verranno
a galla, dopo 2 - 3 minuti, estrarli con il mestolo bucato, farli sgocciolare
e servirli conditi a piacere con burro e salvia o salsa di pomodoro.
N.B.
Le dosi indicate sono per 4 persone. | 
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