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Numero: 27

Lorenzo Biscontin
direttore marketing

  • Lara Benacchio
  • Elena Lenardon

    A questo numero hanno collaborato:
  • Giulia Barbui
  • Pavle Golicin

  • Registrazione presso il Tribunale di Venezia numero 6 del 9 maggio 2006.
    Chiuso in redazione il 15 aprile 2008


    Sommario:


    L'intervista
    Intervista all' Amministratore delegato del gruppo Santa Margherita Ettore Nicoletto

    Viaggio in Sudafrica
    Diario di viaggio
    di una settimana
    agli antipodi


    La curiosità
    Aprile dolce dormire

    Tendenze
    Green Marketing

    Viti & Vitigni
    Il Brachetto

    Un prodotto, un territorio
    Le curiose proprietà dell’asparago

    L'iniziativa
    Concorso letterario
    "Letti in un sorso"


    In breve
    Notizie flash

    Incontri & Degustazioni


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    Aprile 2008: Anno 3 - nr.27 

     

     Notizie flash


    MOZZARELLA ALLA DIOSSINA…SI RISOLVERA’ IL MISTERO?
    Lo scorso mese di Marzo quattrocento Carabinieri hanno sequestrato 25 caseifici e controllato una ottantina di allevamenti di bufale sul territorio campano per un allarme diossina.
    Sembra infatti che ormai in Campania la minaccia della diossina non sia più legata alla sola “munnezza”, ma anche ai prodotti caseari, che conterrebbero tracce di tale sostanza in quantità di gran lunga superiori ai limiti massimi, mettendo così gravemente a rischio la salute dei consumatori.
    La gravità della situazione dipende dal fatto che nonostante l’allarme fosse già in circolazione tra i produttori, pare che molti prodotti siano stati ugualmente messi in commercio.
    Pesanti le accuse per gli otre 100 indagati: avvelenamento di sostanze alimentari e commercio di sostanze adulterate. La causa degli avvelenamenti sarebbe da ricercare nei pascoli delle bufale, che a quanto pare sarebbero cresciuti su terreni dove erano stati stoccati rifiuti tossici e secondo le indagini, dietro a tutto questo ci sarebbe anche la mano della camorra.
    Notizie dall’estero, invece, affermano che in Giappone sarebbero aumentati i controlli ed èstato bloccato l’ingresso delle mozzarelle campane alla dogana, come è accaduto in Corea del Sud, mentre la Cia (Confederazione italiana agricoltori)e l’Ue sostengono che non ci sono ancora prove sufficienti sulla pericolosità dei prodotti e non vogliono creare “inutili” allarmismi e psicosi. L’indagine comunque prosegue e ci auguriamo di poter sapere presto se la qualità delle famose mozzarelle è stata realmente compromessa.

    CALANO I CONSUMI, MA L’EXPORT DEL VINO CONTINUA A CRESCERE
    Nel 2006 se ne consumavano 46 litri pro capite, dieci in meno rispetto al 2000 e ora il consumo di vino è in continuo e inesorabile calo. Fortunatamente, nonostante il cambio euro/dollaro sfavorevole, l’esportazione cresce riportando così in equilibrio l’ago della bilancia.
    Per Confcooperative, la recente riforma dell’Ocm presenta serie contraddizioni e queste, costituirebbero la fonte di confusione che si genera nel consumatore, il quale non è più in grado di distinguere con sicurezza la qualità dei prodotti che acquista. Tra le riforme più contestate ci sono la possibilità di utilizzare saccarosio per aumentare la gradazione del vino prodotto dai paesi del nord Europa e le poco chiare regole sull’etichettatura. A quanto pare a causa di ciò vini pregiati e di qualità fino ad ora garantita, potrebbero finire per essere confusi con vini di minor valore e ne farebbero la spese specialmente i produttori italiani, che ad oggi hanno raggiunto livelli di eccellenza.
    Se dunque il mondo del vino risulta piuttosto oscuro ai meno esperti, riforme di questo tipo rischiano di compromettere ancora di più i consumi già in discesa.

    DAL 2009 I BENEFICIARI DEGLI AIUTI COMUNITARI AGRICOLI SARANNO ON-LINE
    Entro il 30 aprile 2009 tutti i nomi delle persone e delle imprese che beneficiano dei fondi Ue saranno resi pubblici tramite la Rete. Il provvedimento è previsto da una nuova normativa della Commissione Europea che riguarda gli aiuti erogati dall’Ue affinchè il pubblico sappia quanto denaro è stato messo a disposizione e chi lo ha ricevuto.
    Essendoci poi una politica di sviluppo rurale co-finanziata dall’Ue e dai governi, saranno anche disponibili i dati sui fondi nazionali.
    Tutte queste informazioni saranno pubblicate entro il 30 aprile di ogni anno e resteranno in Internet per due anni dalla data di prima pubblicazione, che avverrà l’anno successivo al pagamento. Ci sarà inoltre un sito specifico a cui si potrà accedere dai siti nazionali che garantirà la trasparenza e il raggiungimento dei dati, perché come ha detto Mariann Fischer Boel, commissario Ue per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale “ E’ giusto che la gente sappia dove vanno a finire i soldi dei contribuenti”.

    CAMBIAMENTI CLIMATICI…cosa ci spaventa e cosa possiamo fare
    Quasi il 50% degli italiani teme di più le conseguenze dei cambiamenti climatici rispetto ai disastri provocati dall’uomo. Sicuramente la crescente attenzione della popolazione per l’ambiente deriva anche dalle informazioni disarmanti che ci giungono dagli esperti, i quali ormai da anni mettono in guardia sui rischi che il nostro pianeta sta correndo a causa di uno sfruttamento senza freni delle risorse che ci offre. La previsione di un innalzamento della temperatura globale di 2,5 gradi rispetto al presente creerà gravi conseguenze anche e soprattutto al settore agricolo, dove si registreranno con il tempo forti cali di produzione e vere e proprie trasformazioni, come per esempio il calo drastico delle risorse idriche e quindi la riduzione della biodiversità, lo spostamento delle aree di coltivazione di molte specie e senza dubbio l’estinzione di tante altre.
    L’Italia, appartenendo all’area mediterranea, sarà tra i paesi maggiormente in pericolo.
    Cosa possiamo fare per fermare questo processo?
    E’ sicuramente necessario che ognuno nel suo piccolo agisca, controllando il dispendio di energia in casa e l’utilizzo dell’acqua. Basti pensare che abbassando di un solo grado centigrado la temperatura delle nostre abitazioni, possiamo ridurre l’emissione di anidride carbonica fino a 300kg all’anno per ogni casa. Se abbiamo paura, allora, è meglio iniziare ad impegnarsi davvero per la nostra sopravvivenza futura.


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