Ben oltre 80.000 le presenze stimate per le prime due giornate di Vinitaly, interpretate come un primo segnale di ottimismo.
Questo Vinitaly, conferma l'impronta sempre più internazionale della manifestazione e del mondo enologico italiano.
I consumi di vino diminuiscono in Europa ma aumenta nel resto del mondo: l’Asia, che consumava solo il 4,2% del totale, oggi “pesa” per il 7,9%, raddoppiando quindi la propria quota. Crescono anche il Continente Americano, (dal 19,4% al 21,6%) e l’Oceania (dall’1,6% al 2,7%), mentre restano sostanzialmente stabili in consumi in Africa (dal 2,6% al 2,9%).
La Cina, diversamente dagli Usa, tra il 2006 ed il 2011 ha conosciuto un vero e proprio boom dei consumi, cresciuti mediamente del 12% all’anno, trainati dallo Champagne (+15%) e dai vini rossi fermi ( 26%), un trend che proseguirà fino al 2016. A patto di fare le scelte giuste, di sapersi rapportare ad un cultura diversa e di far fronte, seriamente, al fenomeno dell’adulterazione e della contraffazione.
Segnali porsitivi anche dall' Italia in termini di costumi di consumo: sta nascendo una nuova generazione di consumatori che dimostra un grande interesse per il vino, una buona propensione alla spesa e un fortissimo interesse per i vini biologici, a basso contenuto di solfiti, a minor contenuto di alcol e tendenzialmente più leggeri e digeribili. Sono i giovani fino a 35 anni, che su queste tipologie di vino sono disposti a spendere sino a 50 euro a bottiglia. È questo uno dei risultati più eclatanti emersi dall’annuale ricerca di mercato, realizzata da Vinitaly in collaborazione con Unicab.
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