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Vinitaly2012, terzo giorno

Ben oltre 80.000 le presenze stimate per le prime due giornate di Vinitaly, interpretate come un primo segnale di ottimismo.

 
Questo Vinitaly, conferma l'impronta sempre più internazionale della manifestazione e del mondo enologico italiano.
I consumi di vino diminuiscono in Europa ma aumenta nel resto del mondo: l’Asia, che consumava solo il 4,2% del totale, oggi “pesa” per il 7,9%, raddoppiando quindi la propria quota. Crescono anche il Continente Americano, (dal 19,4% al 21,6%) e l’Oceania (dall’1,6% al 2,7%), mentre restano sostanzialmente stabili in consumi in Africa (dal 2,6% al 2,9%).
La Cina, diversamente dagli Usa, tra il 2006 ed il 2011 ha conosciuto un vero e proprio boom dei consumi, cresciuti mediamente del 12% all’anno, trainati dallo Champagne (+15%) e dai vini rossi fermi ( 26%), un trend che proseguirà fino al 2016. A patto di fare le scelte giuste, di sapersi rapportare ad un cultura diversa e di far fronte, seriamente, al fenomeno dell’adulterazione e della contraffazione.
 
Segnali porsitivi anche dall' Italia in termini di costumi di consumo: sta nascendo una nuova generazione di consumatori che dimostra un grande interesse per il vino, una buona propensione alla spesa e un fortissimo interesse per i vini biologici, a basso contenuto di solfiti, a minor contenuto di alcol e tendenzialmente più leggeri e digeribili. Sono i giovani fino a 35 anni, che su queste tipologie di vino sono disposti a spendere sino a 50 euro a bottiglia. È questo uno dei risultati più eclatanti emersi dall’annuale ricerca di mercato, realizzata da Vinitaly in collaborazione con Unicab.
 
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