Il secondo giorno di Vinitaly ha registrato un'altissima affluenza di visitatori.
I
n questa seconda giornata, molti i convegni in programma, tra questi anche “Clima e vino: rischi e prospettive di una relazione particolare”, promosso in collaborazione con Coldiretti e Greenpeace.
E quando si parla di rispetto dell’ambiente mondo produttivo ed istituzionale si trovano in sintonia, perché se è anche sostenibile il vino è più virtuoso.
“L’Italia è infatti al lavoro per certificare la sostenibilità del settore vitivinicolo, ha spiegato al convegno il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, con un’iniziativa che è stata avviata nel giugno 2011 e riguarda il calcolo dell’impronta ambientale del vino italiano, guardando ai consumi d’acqua, di energia, del suolo”, così da arrivare “a certificare la cultura ambientale di un prodotto che è una bandiera del made in Italy”, insieme al mondo della ricerca e alcune cantine italiane.
Al centro della discussione del convegno “Mercato del vino: dal cambiamento alla discontinuità. Strategie per piccole, medie e grandi imprese", organizzato da L’Informatore Agrario, anche il fatto che le imprese italiane si sono difese bene anche nella crisi.
E' emerso che si stanno delineando indicano che occorre agire sui diversi mercati adottando modelli di marketing differenziati in base al prezzo dei prodotti proposti e alle caratteristiche dell’impresa produttrice.
Occorrono ora strategie di marketing mirate e più incisive in uno scenario competitivo che si preannuncia più complesso.
Oggi il valore del business del vino italiano (7,6 miliardi di euro di cui 3,5 derivanti dalle esportazioni, secondo le stime Mediobanca del 2011) è realizzato per una metà da 102 imprese di grandi e medie dimensioni (fatturato tra i 200 e i 25 milioni) e per un’altra metà da 9.000 imprese di minore dimensione (fatturato inferiore ai 25 milioni).
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