A Vinitaly, successivamente al convegno intitolato "Vino, Web e Social Network: opportunità e responsabilità" organizzato da Verona fiere e moderato da Beppe Giuliano, direttore di Euposia, abbiamo invertito i ruoli intervistando quest'ultimo.
Abbiamo iniziato con la domanda che è stata il filo conduttore del convegno oltreché argomento di tante conversazioni sia dentro che fuori la rete: la relazione futura tra web e carta stampata sarà di concorrenza o di integrazione?
Giuliano non ha dubbi: sarà di assoluta integrazione, come è stato tra la radio e la stampa qualche decennio fa.
L'integrazione si basa fondamentalmente sulla differenza di ruoli e funzioni delle due professioni che lavorano con l'uno o con l'altro strumento, ovvero i giornalisti, per la carta stampata, e gli altri operatori, chiamiamoli 'blogger', ma la categoria è più ampia.
Un giornalista è tale in quanto professionista, non solo perché iscritto all'albo; è giornalista sia che scriva su un giornale, sia che parli in Tv, sia che abbia un blog. La sua professionalità consiste nel cercare la notizia e avere la capacità di raccontarla coinvolgendo il lettore.
Il web è immediatezza, cronaca, flash di notizie; la carta stampata rimane racconto e approfondimento.
Al lettore interessa la passione, la condivisione del momento che viene veicolata da colui che racconta con le sue parole: quello che vede, sente e prova e che trasmette.
Il valore vero sta nei contenuti e nella notizia stessa; il web, inteso come contenitore di contenuti, è zeppo e disordinato: continue repliche di contenuti che vengono copiati in un luogo e incollati in un altro creando un grande rumore di fondo che distrae il lettore.
Basta pensare alle centinaia di comunicati stampa che ogni giorno vengono ributtati nel web senza alcuna modifica e soprattutto senza alcuna verifica di veridicità.
E' sempre dovere del professionista verificare l'esattezza e la veridicità di quanto viene pubblicato, sia che sia su carta che sia su web.
Sia per chi scrive sulla carta che per chi scrive altrove, la discriminante rimane comunque la professionalità: se sei professionale, se sei bravo nel tuo lavoro, non importa dove e con cosa lo fai: l'importante è sempre come lo fai.
Un'altra discriminate, questa volta tra giornalisti e 'blogger' è l'iscrizione all'albo, che abilita all'accesso di informazioni riservate e che costituiscono il vero approfondimento della notizia.
Un blogger, non potrebbe avere accesso ad alcune informazioni e di conseguenza la sua notizia risulterebbe incompleta; il giornalista, inteso come professionista, può e deve andare oltre. Al blogger rimane quindi il compito di fornire un servizio di informazione in real time.
Da qui nasce la vera integrazione: il 'blogger' lancia la notizia e il giornalista la approfondisce, a benficio dei lettori.
Vogliamo immaginare un modello di informazione da sviluppare sul web nei prossimi anni?
Giuliano ipotizza un passaggio graduale dal free al pagamento: free saranno gli aggiornamenti, i lanci d'agenzia, mentre gli approfondimenti saranno a pagamento; un esempio è l’autorevolissimo sito internet della wine writer britannica Jancis Robinson.
Ci è sorta spontanea la domanda: ma allora perché i giornalisti hanno tanta paura dei blogger?
Giuliano, con un sorrisino misto tra il divertito e il furbo, ci risponde con una domanda: siete proprio sicuri che siano i giornalisti ad avere paura dei blogger?
Stampa