Quella profonda tristezza del brindisi di Orazio, letta la scorsa settimana, svanisce nel brindisi che Petronio fa pronunciare a Trimalcione. La verità espressa, identica a quella di Orazio nei contenuti, è accettata con serenità da Trimalcione. Goditela fin che puoi, questo è il messaggio. La rivelazione oraziana, che l'uomo è polvere ed ombra, diventa in Petronio la considerazione "che nulla a pesarlo è l'ometto". Il tema è identico, ma è diversa la partecipazione. Trimalcione accoglie la condizione umana così com'è: "perciò viva la vita, finché si può star bene". Non c'è altra soluzione. La verità tremenda è pronunciata senza alcuna cognizione della sua drammaticità. Trimalcione, uomo grossolano e superficiale, sembra ben barattare la precarietà della vita con il suo godimento.
Petronio mette a nudo la volgarità dell'uomo più ancora di quanto non faccia Orazio. Anche in Marziale troviamo un brindisi con questi contenuti: quando lascerai questa vita, non avere rimpianti. Lascia vuota almeno la cantina. E' già un invito più meditato, meno consolatorio di quello di Trimalcione, meno sofferto, meno estremo di quello di Orazio.
PETRONIO (I, II sec. d.C. ca.)
Satyricon, 34, 5 - 10.
Complimentato per tanto buon gusto, "Marte", risponde il padrone, "vuole tutti alla pari. Per questo ho disposto che a ciascuno fosse riservato un tavolo personale. E così anche gli schiavi puzzoni ci terranno meno caldo con il loro pigia pigia".
Arrivano all'istante delle anfore di cristallo accuratamente sigillate, che portano attaccate al collo etichette con la scritta: "Falerno Opimiano di cent'anni". Mentre noi ci leggiamo tali scritte, Trimalcione batte le mani l'una con l'altra, e "Ahi", esclama, "dunque il vino vive più a lungo dell'ometto! Ma allora facciamo le spugne. E' vita il vino. E questo che offro è Opimiano garantito. Ieri non ne ho servito di così buono, e sì che le persone a cena erano di molto più riguardo". Mentre noi dunque si beve, tutti in estasi in mezzo a quel lusso, arriva uno schiavo con uno scheletro d'argento, articolato in modo che le sue giunture e vertebre erano disnodate e flessibili in ogni senso. Come lo getta sulla tavola una prima e una seconda volta, e la catena guizzante assume pose diverse, Trimalcione commenta:
"Ahi, che miseri siamo, che nulla a pesarlo è l'ometto!
Così saremo tutti quel giorno che l'Orco ci involi.
Perciò viva la vita, finché si può star bene"
MARZIALE (40 ca. - 140)
Lascia pure all'erede ogni riposto avere,
ma il vin della cantina, tu te lo devi bere.
Testo e ricerche Luigi Borgo - copyright Santa Margherita S.p.a.
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