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La gioia e l'odio

Nessun brindisi è tanto duro e terribile come quello di Alceo. Nemmeno quello di Odisseo a Polifemo è tale: "Bevi questo vino, Ciclope, ora che hai mangiato carne umana". Qui c'è odio, ma non c'è la gioia che troviamo nel brindisi di Alceo. Brevissimo, appena due versi, Alceo, colmo di gioia, invita a bere per la morte del tiranno di Mitilene, Mirsilo, di cui fu acerrimo nemico.

Questo brindisi piacque molto agli uomini del Risorgimento, che invocavano "il ferro per uccidere i tiranni, il vin per festeggiarne il funeral". Sopra a ciascuna delle parole gioiose di Alceo c'è l'odio profondo per Mirsilo. Nulla rivela più odio che il sostituire la preghiera per un defunto con un brindisi. Aveva ragione Nietzsche scrivendo che ai Greci bastava pochissimo sale per i loro discorsi.

ALCEO (630 ca. - ? a.C.)

Era ora! Bisogna prendere la sbornia.
Si beva a viva forza: è morto Mìrsilo.

Testo e ricerche Luigi Borgo - copyright Santa Margherita S.p.a.

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