L'uomo con il bicchiere di vino di Velazquez (1590 - 1660), conservato nel museo di Toledo (USA), è un'opera in questa direzione. Oltre all'uomo comune, quale soggetto del brindisi, compaiono due novità: una tematica e una stilistica. La prima, quasi irrilevante, è l'assenza della coppa e la presenza del calice, la flute; la seconda è la cifra del suo genio. Si faccia attenzione: la tela è dipinta sulle fasce, il centro è vuoto. L'uomo è di semiprofilo e con lo sguardo ammicca all'osservatore, mentre il calice affusolato copre la parte destra. Il manicotto a scendere allunga idealmente la flute. Velazquez è un genio della sintesi. Il suo messaggio è chiaro: il vino è il più grande amico dell'uomo. E' quanto ci dice un altro grande seguace di Caravaggio, Frans Hals. Ne L'allegro bevitore si ritrae un uomo con un grande cappello. L'uomo è posto questa volta al centro, con la sinistra tiene un bicchiere in atto di avvicinarcelo, mentre con la destra aperta pare dica: "questo è tutto".
Testo di Luigi Borgo - copyright Santa Margherita S.p.a.
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