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Le condizioni di assaggio

Un vino si degusta al meglio quando si è in buone condizioni fisiche e mentali. È tempo sprecato effettuare una degustazione quando si ha mal di testa, lo stomaco fuori posto oppure si è di corsa per qualche impegno. L'ora migliore è la tarda mattinata, a stomaco vuoto, quando si inizia ad avere un po' di appetito e tutti i sensi sono "all'erta". Bisognerebbe avere la cavità orale "pulita" da caramelle o da sigarette, così come andrebbero evitati profumi e cosmetici. Importante anche la sequenza di assaggio: questa deve andare dai vini più leggeri e meno invecchiati in poi, per evitare di alterare i sensi. Tra un vino e l'altro, per "pulire" la bocca, è possibile mangiare un pezzo di pane o un grissino, assolutamente "neutri".

Infine, non fatevi condizionare e non condizionate gli altri. Non vogliamo con questo dire che in degustazioni non ufficiali si debba seguire un cerimoniale rigido e silenzioso, ma soltanto che spesso il giudizio altrui (soprattutto di gente che riteniamo più esperta di noi) può condizionarci. Nel compiere l’analisi organolettica di un vino usate calma e attenzione, tenendo presente che esistono innumerevoli tipologie di vini, prodotti da un numero sterminato di vitigni, nelle più disparate regioni del mondo. La bravura di un assaggiatore non dipende dalla sua capacità di identificare correttamente il nome del vitigno, la sua età, l'area di provenienza o il nome del produttore, ma risiede nella sua abilità a descrivere e misurare in maniera chiara, puntuale e comprensibile le proprie percezioni visive, olfattive, gustativo/tattili e retrolfattive. A questo punto, e solo a questo punto, sarà possibile, anche in base alla propria esperienza di assaggio e ai punti di riferimento formatisi nel tempo, risalire all'identificazione corretta dell'origine del vino e delle modalità produttive.

 

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