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La lettura dell'etichetta

L'etichetta rappresenta la carta d'identità dei vini, lo strumento che dovrebbe rendere possibile ritrovare le informazioni necessarie per conoscere sia le caratteristiche di ciò che si acquista che altre informazioni utili per il suo corretto utilizzo.

Una prima importante indicazione in etichetta è rappresentata dalla classificazione in vino da tavola, vino a Indicazione Geografica Tipica (IGT), vino a Denominazione di Origine Controllata (DOC) e vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) (vedasi capitolo 1.5.1). Si possono trovare sigle come VQPRD (Vino di Qualità Prodotto in Regioni Determinate), o VSQPRD (Vino Spumante di Qualità Prodotto in Regioni Determinate) che accompagna le Doc o Docg.

Tralasciando indicazioni formali, anche se importanti, come il volume nominale (tipo 0,75 l), il nome e indirizzo dell'imbottigliatore, il numero di lotto e altre indicazioni, ciò che possiamo ulteriormente trovare sono:

-         anno di raccolta (obbligatorio per Docg, vini novelli, vini Riserva e Superiore e vini delle Doc che lo prevedono), a significare che almeno l'85% del vino proviene da uve di quella vendemmia:

-         vitigno o vitigni (facoltativo e se previsto da disciplinare), ricordando che potrebbero concorre a tale prodotto anche vini di altri vitigni nella misura massima del 15%;

-         tenore alcolico, che indica la % in volume in alcol etilico effettivo nel vino, arrotondato al punto o mezzo punto inferiore o superiore (con 12,7% alcol all'analisi chimica posso scegliere fra 12,5% o 13% da mettere in etichetta); si può indicare il titolo alcolometrico totale integrando quello effettivo con una seconda % che indica il grado alcolico che si avrebbe se gli zuccheri residui fermentassero: ciò permette di capire quanti zuccheri vi sono attraverso il rapporto di trasformazione “alcol potenziale / 0,6”: se ad esempio in etichetta trovo scritto 12% + 6% so che vi è circa il 12% in alcol effettivo e una quantità di zuccheri residui pari a 6% di alcol corrispondente e quindi a 6/0,6 = 10% di zuccheri e quindi in peso circa 100 g/l (vino dolce);

-         la dicitura “contiene solfiti”, se vi è una presenza di anidride solforosa e solfiti superiore a 10 mg per litro (praticamente sempre, considerato che anche senza aggiungerne di proposito ve ne è una naturale formazione in fermentazione così anche a chi fa vini naturali non conviene rischiare)

-         l'espressione “imbottigliato all'origine” o “imbottigliato dal viticoltore” che rivela che l'intero processo produttivo è stato svolto da un unico soggetto;

 

Vi sono oltre delle indicazioni ulteriori riscontrabili molto spesso in etichetta nei vini Doc e Docg (quando previste dal disciplinare), quali

-         Classico: le uve utilizzate nella produzione di quel vino provengono dal territorio di più antica tradizione interno all'area della Doc;

-         Superiore: un vino con caratteristiche migliori del vino Doc(g) base, normalmente individuate in un tenore zuccherino delle uve e un grado alcolico complessivo del vino più alti di quelli fissati per il base; in qualche disciplinare è richiesto anche un ulteriore anno di invecchiamento;

-         Riserva: un vino sotto posto a un invecchiamento più lungo (uno o due anni) rispetto al vino base, e quando previsto, con alcuni parametri analitici più restrittivi (es. estratto secco o grado alcolico più elevati).

 

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