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| Brindisi |
| Brindisi in musica |
LA SIGNORA DELLE CAMELIE
Il
brindisi della Traviata è con l'incipit della Commedia
dantesca, con quello dei Promessi Sposi, con i versi finali
dell'Infinito leopardiano, con il Colosseo e la Gioconda memoria
e patrimonio di tutti. Ci basta poco per orientarci: la grande
festa, Alfredo che guarda Violetta mentre lo pronuncia, il ballo,
Violetta che tossisce, che si ferma, Alfredo che le dichiara
il proprio amore.
Credo
che la condivisione di queste conoscenze, non tanto sentite come tali, ma come
memoria di ciò che ci appartiene, costituisca l'idea più profonda
di popolo.
Il tema della Traviata fu tratto dal romanzo di Alexandre Dumas
figlio, La signora delle camelie, 1848, che, qualche anno dopo,
1852, uscì anche nella forma di dramma teatrale. Il libretto
lo compose Francesco Maria Piave per la musica di Giuseppe Verdi.
La traviata è la storia di un sacrificio per amore. La
bella Violetta si innamora di Alfredo. E' un amore vero, il
primo amore sincero di Violetta. Ma lui è un giovane
di buona famiglia, mentre lei è una cortigiana dal passato
non proprio onorevole. Il padre di Alfredo, Giorgio Germont,
incontra Violetta per spiegarle come la loro relazione possa
portare il figlio alla rovina. Violetta ne rimane offesa. Ha
venduto tutti i suoi gioielli, gli confessa, pur di non chiedere
denaro ad Alfredo. Il vecchio Giorgio allora le rivela che la
sorella di Alfredo non può sposarsi per l'unione disonorevole
del fratello. Violetta decide di interrompere la relazione e
di lasciare Alfredo.
E' una scelta sofferta, che aggraverà la sua salute già
cagionevole. Alfredo non sa dell'incontro del padre con la donna, perciò
non si capacita della scelta di Violetta. Egli la imputa alla sua poca disponibilità
economica. Solo alla fine, sul letto di morte di Violetta, tutto si chiarisce.
C'è chi ha sentito ne La traviata una speciale partecipazione di Verdi.
Alcuni hanno sostenuto che il tema gli fosse particolarmente vicino. Verso il
1852 Verdi si preoccupò molto per la salute della moglie, il soprano Giuseppina
Strepponi, sposata in seconde nozze, dopo la morte di Margherita Barezzi. Vi sono
molte lettere a testimoniarlo. In quelle stesse però emerge un altro aspetto.
I bussetani non vedevano di buon occhio l'unione di Verdi con la Strepponi, poiché
ella era stata intima dell'impresario Morelli e da lui aveva avuto addirittura
un figlio. Verdi non tollerava queste voci e ne soffriva profondamente. Il
brindisi segna l'incontro tra Alfredo e Violetta. Siamo all'inizio dell'opera.
E' una vera e propria chiave di lettura per conoscere l'intensità del loro
amore, che fu grande e vero. GIUSEPPE
VERDI (1813 - 1901) FRANCESCO MARIA PIAVE (1810 - 1876) La
Traviata (1853)
Tutti
Beviamo Gastone O Barone, nè un verso, né
un viva troverete in quest'ora giuliva? (Il Barone accenna di no)
Dunque a te... (ad Alfredo) Tutti Sì, sì,
un brindisi. Alfredo L'estro non m'arride... Gastone
E non se' tu maestro? Alfredo (a Violetta) Vi fia grato?
Violetta Sì. Alfredo (s'alza)
Sì?... L'ho già in cor. Marchese Dunque attenti...
Tutti Sì, attenti al cantor. Alfredo
Libiamo ne' lieti calici che la bellezza infiora, e la fuggevol ora
s'inebri a voluttà. |
Libiam ne' dolci fremiti che suscita l'amore,
poiché quell'occhio al core (indicando Violetta) onnipotente va.
Libiamo, amor fra i calici più caldi baci avrà. Tutti
Libiamo, amor fra i calici più caldi baci avrà. Violetta
(s'alza) Tra voi saprò dividere il tempo mio giocondo; tutto
è follia nel mondo ciò che non è piacer. Godiam,
fugace e rapido è il gaudio dell'amore; è un fior che nasce
e muore, né più si può goder. Godiam... c'invita
un fervido accento lusinghier. Tutti Godiam... la tazza
e il cantico la notte abbella e il riso; In questo paradiso ne scopra
il nuovo dì. | Testo
di Luigi Borgo - copyright Santa Margherita S.p.a.
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