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| Brindisi |
| Brindisi nell'arte |
L'IMPAREGGIABILE ELEGANZA DEL BRINDISI FEMMINILE
All'inizio
di questa antologia, introducendo i brindisi dell'Antica Grecia,
si notava come il brindisi fosse un gesto e un rito predionisiaco.
Il brindisi, si diceva, è un invito a bere motivato da
un pensiero e come tale estraneo alla furia delirante dell'ebbrezza.
Da Omero a Platone ne trovavamo conferma. Adesso, possiamo rivelarne
addirittura l'immagine. La Baccante dei Musei Capitolini
di Roma è l'icona più fedele a questa definizione.
Ella è talmente elegante che il nome baccante
pare stonato. Osserviamola: il capo è sostenuto, il mento
alto, le spalle erette e aperte, il seno destro è visibile,
una coppa perfetta come quella che il braccio sinistro avanza
e innalza al di sopra della linea delle spalle. Un piede è
leggermente avanzato, segno di un incedere solenne, per passi
brevissimi e sicuri. La fissità della postura contrasta
efficacemente con lo svolazzare arioso dei veli, sottolineato
dal braccio destro leggero e sinuoso, che li accompagna. Non
conosciamo una figura con una coppa in mano più composta
di questa. E' una baccante, diremmo, che non fa baccano.
Pare che l'eleganza sia un tratto distintivo dei brindisi femminili.
Sono pochissime le donne che ne hanno pronunciati. In letteratura,
la fanciulla di Enkidu e Didone; in musica, Lola in risposta
a Turiddu; in arte, la Baccante con una coppa di vino in
mano di Antonie Vestier (fig. 8), su cui ritorneremo, e
La coppa dell'oblio di Armand Berton, conservata nel
Museo di Bordeaux. Queste, non meno delle donne ritratte nelle
scene dei brindisi corali, come la regina ne La festa di Jacob
Jordaens (fig. 6), posseggono l'antica compostezza della baccante
di Roma. Il brindisi è ancora una volta rito maschile, a cui
la donna partecipa come ispiratrice e termine.
Testo di
Luigi Borgo - copyright Santa Margherita S.p.a.
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