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DIONISO NON È IL DIO DEL BRINDISI
Basta "un vinello qualunque", scrive
Zolla, in uno dei più bei saggi dedicati al dionisiaco, "che tutto precipiti
all'improvviso in un'esuberante risata e ogni parola solletica, ogni mossa fa
piegare in due dai singulti, tutto si palesa per un immenso scherzo". Basta questo,
perché gli antichi riconoscano la presenza di Dioniso: il dio che libera
i freni, che irradia energia vitale; colui che fa cadere la maschera sociale,
che confonde conscio e inconscio, persona e cosmo. E' l'euforia senza controllo
dell'ebbrezza, è l'istinto e la passione allo stato più elevato.
Zolla scrive: "ogni comparsa dionisiaca è un evento glorioso e una voragine
che squarcia l'esistenza". Il
brindisi non c'entra nulla con il dionisiaco. Alcibiade, ubriaco fradicio nell'atto
di brindare ad Agatone e ai suoi ospiti, trova il senso e il controllo per intervenire
nel dialogo filosofico che si sta tenendo in quella casa. Egli non è una
menade, una baccante. Il brindisi è sempre un evento predionisiaco. Nel
brindisi di Teognide troviamo il fondamento del modello greco: l'arete, la virtù,
il senso della misura, la famiglia, la passione politica, la civiltà.
TEOGNIDE
(seconda metà VI sec. a.C. ca.) Chi
non vuole, non costringerlo a restare, e non mandare via chi non ha voglia
di partire. Non svegliare, Simonide, il compagno addormentato nel dolce
sonno del vino e dell'ebrezza: e non pretendere che dorma chi ha voglia di
vegliare. "Le imposizioni sono tutte odiose". Si versi il vino
- subito! - a chi vuol bere: le nostri notti non sono sempre così belle!
Ma io il vino dolce come il miele so berlo con misura, e all'oblio del sonno
penserò quando ritorno a casa. Vi insegnerò che cosa bella è
il vino: io lo so bere senza ubriacarmi. Chi beve oltre misura, non è
più padrone della sua lingua né della sua mente; dice cose
indegne - vergogna per chi è sobrio -, così ubriaco non ha più
pudore, lui saggio, prima, e adesso rimbambito. Tu lo sai: e dunque attento
a bere troppo. Alzati prima di essere ubriaco, che il ventre non ti costringa
a essere suo schiavo; o resta, ma non bere. E tu - stupido! - "Versa!"
continui a dire: per questo sei ubriaco. Ecco un brindisi, e poi un altro,
e una coppa agli dèi, e un'altra l'hai già in mano: non sai
rifiutare! Ma il vincitore è chi sa bere molto senza poi straparlare.
Intorno al cratere, fate bei discorsi - evitando ogni motivo di litigio -
che interessino ciascuno e tutti insieme: solo così il simposio è
bello.
Testo e ricerche Luigi Borgo - copyright
Santa Margherita S.p.a.
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