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| Brindisi |
| Ottocento - Novecento |
I BRINDISI MINORI DELL'OTTOCENTO
Stendhal scrisse: "Monti è un uomo ancora
molto bello, di cinquantacinque anni. ... Monti è un Dante, resuscitato
nel XVIII secolo. Come Dante, si è formato studiando Virgilio". Stendhal
lo osserva alla Scala, dal palchetto dell'abate Ludovico di Breme, di cui spesso
era ospite. Monti era, nei primi decenni dell'Ottocento, l'uomo di lettere
più conosciuto e potente. La sua influenza era grande. I giovani letterati
si rivolgevano a lui per far conoscere il loro talento. Così scrisse al
Manzoni, che gli si era rivolto: "sempre più mi confermo, che in breve,
seguitando di questo passo, sarai grande in questa carriera". Aveva il dono del
grande lettore ed era di animo buono. Il De Sanctis, un po' malignamente,
lo definì il "segretario dell'opinione dominante". A Leopardi non piacque.
Gli riconosceva di essere poeta d'orecchio, d'immaginazione, ma "del cuore in
nessun modo". In un'altra pagina il giudizio è ancora più severo.
"Un pezzo di vera contemporanea poesia, in versi o in prosa... aggiunge un filo
alla tela brevissima della nostra vita... ci accresce la vitalità. Ma rarissimi
sono oggi i pezzi di questa sorta. Nessuno del Monti è tale". Leopardi
coglie nel centro. Il suo brindisi è musicale, colto, ma non ci tocca.
Così è per il brindisi del Guadagnoli e in genere per tutta la sua
Poesia gioiosa, ascrivibile ancora al gusto degli Arcadi del Settecento: poesia
lieve, dai tocchi leggeri, piena di artefatte dolcezze. Dove non è risorgimentale,
la poesia del XIX secolo cede nel sentimentalismo languido. 1.VINCENZO
MONTI (1754 - 1828) Amici versiamo
di Bacco la spuma che uccide, consuma le cure del cor. Conforto dell'alma
fontana del vero gorgogli il bicchiero di pretto licor. Deh! vieni
gran nume di Nasso feconda, de l'ambra t'inonda che il tralcio stillò,
il tralcio pregiato di vite francese cui raggio cortese del sole educò.
Se l'aura non spira dal caro tuo viso, d'Aglaia il sorriso dolcezza
non ha. Men pronte sui cori dibatte Amor l'ale, l'eterno suo strale
ferir più non sa. Fra l'armi e le stragi t'invoca il guerriero;
di gloria il sentiero tu schiudi al valor. E mentre il tuo fuoco a
i rischi c'invoglia, la morte si spoglia di tema e terror. M'inganno?
O già piove la luce del nume? Versate le spume, gridate : Evoè.
Beviamo, cantiamo, sorride il gran Nume. Versate le spume, gridate:
Evoè. 5. ANTONIO GUADAGNOLI
(1798 - 1858) A Sofia, in ringraziamento
di sei bottiglie gentilmente inviatemi. Scherzo. Oh
che gioia, oh che diletto, oh che gusto, che allegria gentilissima Sofia,
m'ha destato dentro il petto Quel buon vino prelibato che m'avete regalato!
Che è l'ambrosia degli Dèi, che è la manna degli Ebrei
al confronto del vin d'ieri? Sciacquatura di bicchieri. Testo
di Luigi Borgo - copyright Santa Margherita S.p.a.
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