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| Brindisi |
| Seicento - Settecento |
DIAVOLO DIAVOLO DI UN GOLDONI
Sosteneva Goldoni che la letteratura in genere e
il teatro in specie dovevano, sì, istruire ma, cosa non meno importante,
dovevano suscitare diletto. Per questo secondo aspetto Goldoni insisteva sull'universale
comprensione del testo, il quale doveva riuscire a parlare, pur nei vari e diversi
strati della sensibilità umana, a tutti e per farlo era necessario capire
"che, sopra del meraviglioso, la vince nel cuor dell'uomo il semplice e il
naturale". E' un appello a scrivere cose vere, a cercare nel grande libro
del mondo i temi che aiutano l'uomo nella fatica di vivere. Goldoni centrava il
senso primo della grande letteratura. Egli non accettava l'idea di una letteratura
nata da se stessa, gioco erudito e concettuale di quegli "adoratori d'ogni
antichità", che si compiacevano, snobisticamente, di parlare a pochi.
Egli voleva che l'arte ritornasse all'uomo, di cui è il linguaggio più
alto. Goldoni aspirava a sedurre con le proprie commedie il mondo, come la Mirandolina
de La locandiera e il suo brindisi: "Che brindisi misterioso è questo?
Ah, maledetta, ti conosco. Mi vuoi abbattere, mi vuoi assassinare. Ma lo fa con
tanta grazia! Ma sa come insinuarsi... Diavolo diavolo...".
6. CARLO GOLDONI (1707 - 1793) La
Locandiera, Scena VIII
Cavaliere Il povero Marchese è
pazzo. Mirandolina Se a caso mai la bile gli facesse male, ha portato
via la bottiglia per ristorarsi. Cavaliere E' pazzo, vi dico. E voi
lo avete fatto impazzare. Mirandolina Sono di quelle che fanno impazzare
gli uomini? Cavaliere (con affanno) Sì, voi siete... Mirandolina
(s'alza) Signor Cavaliere, con sua licenza. Cavaliere Fermatevi.
Mirandolina (andando) Perdoni; io non faccio impazzare nessuno. Cavaliere
Ascoltatemi. (S'alza, ma resta alla tavola). Mirandolina (andando)
Scusi. Cavaliere (con imperio) Fermatevi, vi dico. Mirandolina
(con alterezza, voltandosi) Che pretende da me? Cavaliere (si confonde)
Nulla. Beviamo un altro bicchiere di Borgogna Mirandolina Via Signore,
presto, presto, che me ne vada. Cavaliere Sedete. Mirandolina
In piedi, in piedi. Cavaliere (con dolcezza le dà il bicchiere)
Tenete. Mirandolina Faccio un brindisi, e me ne vado subito. Un brindisi
che mi ha insegnato mia nonna.
Viva Bacco, e viva Amore: L'uno e l'altro ci consola; Uno passa per la
gola, L'altro va dagli occhi al cuore. Bevo il vin, cogli occhi poi...
Faccio quel che fate voi. (Parte)
Scena
IX Cavaliere
Bravissima, venite qui: sentite. Ah, malandrina! Se n'è fuggita. Se n'è
fuggita, e mi ha lasciato cento diavoli che mi tormentano. Servitore
(al cavaliere) Comanda le frutta in tavola? Cavaliere Va al diavolo
ancor tu. (Il Servitore parte). Bevo il vin; cogli occhi poi, faccio
quel che fate voi? Che brindisi misterioso è questo? Ah, maledetta,
ti conosco. Mi vuoi abbattere, mi vuoi assassinare. Ma lo fa con tanta grazia!
Ma sa così bene insinuarsi... Diavolo, diavolo, me la farai tu vedere?
No, anderò a Livorno. Costei non la voglio più rivedere. Che non
mi venga più tra i piedi. Maledettissime donne! Dove vi sono donne, lo
giuro, non vi anderò mai più. (Parte).
Testo
e ricerche Luigi Borgo - copyright Santa Margherita S.p.a.
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