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Brindisi
Seicento - Settecento


L'ETÀ D'ORO DEL BRINDISI. PARTE SECONDA.

L'uso di scrivere poesie giocose rimase in voga per il tutto XVIII secolo. Non sempre tuttavia i brindisi composti andavano in stampa. Spesso rimanevano in forma di manoscritti e legati alla circostanza per cui furono realizzati. Ne troviamo uno per ogni evento mondano. Prima del Sei-Settecento il brindisi fu spesso occasione di riflessioni profonde. In questo periodo invece, malgrado il modello fossero ancora gli antichi, i brindisi hanno perso i toni gravi e severi dei classici. E' una contraddizione solo apparente. Nella loro natura leziosa di esercizi per eruditi si cela quel bisogno di fuga, di estraniamento, che fu, per altro verso, della poesia bucolica degli Arcadi. La letteratura delle accademie e delle corti del Settecento fu un vero e proprio rifugio dalle lotte e dalle guerre che in continuazione insanguinavano la penisola. I brindisi furono il gioco erudito e staccato dalla realtà di chi sognava una società della cultura e delle arti.

PIERO SALVETTI

Orcano, da Brindisi de' Ciclopi

Empi quel Ciotolon, che con due mani,
mentre si bee, pe'i manichi si piglia,
del vin de' nostri Monti Siciliani,
che morde i labbri, e avventasi alle ciglia.
A onor di Polifemo, e sua famiglia,
e degli amici prossimi, e lontani,
a far un brindis Bromio mi consiglia,
pregando il Ciel, che li mantenga sani.
Io l'ho beuto. Or nulla a far mi resta;
e non m'ha fatto mal, per quel ch'io sento:
bisogna ben; ch'i' appoggi un po' la testa.
Reggimi, caro Oselte, e fammi vento:
I' non posso parlar, che cosa è questa?
Io m'a, io m'a, io m'a, io m'addormento.


MINTO ACCADEMICO

Al Sig. Francesco Croci, che alle volte volendo far Brindisi spiegava un foglio,
ove l'aveva scritto, e lo leggeva


Un avviso, amico mio,
dar stasera a voi degg'io;
quando voi a Mensa siete,
e far Brindisi volete,
non prendete carta avanti;
che far rider tutti quanti;
che se a far ciò voi seguite.
Certamente non più udite
di quel dir l'antiche forme:
carta canta, e Villan dorme;
ma piuttosto dir si deve,
Carta canta, e'l Croci beve.


Invito generale a far Brindisi

Su si sveglino le Muse,
ch'a far Brindisi son use;
su si rida, si conservi,
ma con puri onesti versi;
su votiam gotti majuscoli,
rinforziam le arterie, e i muscoli,
e bevendo, e poi cantando,
i pensier mandiamo in bando:
e fra tanto ognun nel bere
coronar deve il bicchiere
per piacevole ristoro
con un Brindisi canoro.


Testo e ricerche Luigi Borgo - copyright Santa Margherita S.p.a.



 
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